Gelato al pecorino

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E’ rincuorante che esista qualcuno ancora in grado di crederci…possiamo considerarlo un illuso, un povero ingenuo, destinato ad un’esistenza colma di bugie, delusioni e sofferenza, fatto sta che nelle ultime settimane mi sono imbattuta in due letture celebrative nei confronti di quello che i poeti d’ogni tempo definiscono il “vero amore”. Non mi sarei stupita si fosse trattato di favole per bambini o romanzi rosa, eppure in questi libri si parla di tutt’altro, di un mondo ai limiti dell’umana sopportazione e della decenza, di problematiche apparentemente insuperabili per cui l’unica cura, l’unica scappatoia sembra rappresentata proprio dall’amore. Mi sono così fermata a riflettere sulla possibilità che le due autrici, senza alcun dubbio segnate da un’esistenza tutt’altro che semplice e poco impegnativa, non fossero completamente pazze nel dipingere ostinatamente quello che sembra essere il ritratto del perfetto principe azzurro, che ci fosse qualcosa in più di una semplice illusione, che non si trattasse di fantascienza ma che, magari, per noi donne un seppur insignificante bagliore di speranza ci potesse ancora infuocare. Ammetto di essere la regina delle ciniche disilluse, acida, disincantata e pessimista, una ragazza in costante attesa dell’ennesima fregatura, il caterpillar delle farfalle nello stomaco e delle gambe che fanno Giacomo Giacomo, ma ammetto anche di aver sorriso e quasi (sottolineo quasi perché un individuo nella mia spiccata posizione tra i pezzi grossi della negatività non può sbilanciarsi eccessivamente) sospirato di fronte a certe attenzioni e sentimenti: so che per molti sarà una rivelazione shock ma…SONO UMANA ANCHE IO!

“Alice in una bolla” di Francesca Pellegrini, è la celebrazione della figura del bel giovine tutto di azzurro vestito, amante dei cavalli bianchi, devoto per la vita alla gentil pulzella su cui per poco gli fu concesso posare i suoi regal occhi, disposto a dedicare la sua esistenza per intero alla riconciliazione con essa. Qui però, concedetemelo, ci sta un: Ma chi volete prendere in giro?

Tralasciando il mio cinismo imperante, questa è comunque una lettura che consiglio caldamente; esattamente come Victoria de “Il linguaggio segreto dei fiori”, qui ci troviamo di fronte Alice, una giovane donna segnata a vita, nel fisico e nello spirito, dalla furia devastante dell’uomo. La tematica attualissima della violenza sulle donne, insieme a quella della depressione, fanno di questo libro una testimonianza, una denuncia ed una risorsa.

E’ una dissertazi0ne completa sull’amore, in ogni sua sfumatura: il sentimento che ci lega fisicamente e mentalmente all’altro sesso, l’affetto incondizionato e doloroso per chi non ci sta più accanto, la mancanza d’amore per la nostra persona quando si perde la volontà di farcela, di sopravvivere, di vivere. Apriamoci alla possibilità di un mondo crudele e spietato e forse la ricompensa che riceveremo sarà più grande ed appagante di una vita sicura e vissuta nella negazione.

Detto in parole più semplici, convinciamo noi stessi che la ruota prima o poi gira per tutti!

Però, e rimanga tra noi, quanto è difficile?

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2 pensieri su “Gelato al pecorino

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