Io sono Charlie

Quando avrò dei figli credo che il primo insegnamento, aldilà di come stare seduti a tavola o lavarsi i denti prima di andare a letto, sarà “non permettete mai a nessuno di tapparvi la bocca, perché la bellezza del mondo sta nella varietà delle opinioni che vi dimorano e nel confronto tra esse”. Quello che è successo ieri non ha scusanti, spiegazioni plausibili, definizioni; non si parla di conflitto tra religioni o di offese razziste nei confronti di minoranze culturali, qui si tratta di pazzia, megalomania, di malattia.

Chi ha fatto irruzione nella sede di Charlie Hebdo, ammazzando a sangue freddo dodici persone, non ha agito in nome di un Dio, di un credo condiviso, ma in preda ad un raptus omicida che nulla ha da spartire con Maometto, Allah, Buddha, Cristo o chi per esso.

Torniamo agli anni ’60 e anziché mettere fiori nei nostri cannoni, mettiamo parole, parole ed ancora parole, perché non c’è arma più potente contro l’ignoranza e la crudeltà del mondo. E ricordate: ogni penna, matita o voce che spezzerete ne produrrà altre cento sempre più alte, sempre più potenti. Io sono una “Charlie’s angel” e lo sarò sempre!

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2 pensieri su “Io sono Charlie

  1. La violenza non ha colore né religione. Come è da condannare quello che avviene in questi giorni, così sono da condannare anche gli eccessi dei misisonari evangelizzatori dei secoli passati.

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