Un gelato al gusto asparago esisterà mai?

Oggi ho scritto, ho scritto tantissimo ed è stato bello in maniera indescrivibile…

Ero seduta sul divano, guardavo Ciro dormire ed è successo…è arrivato come l’amore a prima lettura di cui parlavo ieri, sbam, un pugno sul naso…che si trattasse di un amore a prima scrittura? Non potevo far sfuggire l’ispirazione, ho preso il pc e ho iniziato a digitare; era un flusso di pensieri in uscita libera, non c’era alcuno sforzo in quello che facevo, come se qualcuno mi stesse suggerendo tutto, come se fossi tornata alle elementari e la maestra avesse detto “ora bambini facciamo un dettato”.

In questo momento mi sento prosciugata ma estremamente soddisfatta: è la prima volta che mi capita di scrivere senza alcun freno, faticando a star dietro alle idee perché troppo veloci per le mie 300 battute al minuto.

Ho preso però un impegno e, già consapevole che non riuscirò a mantenere l’obiettivo iniziale di un post al giorno su questo blog, perché si tornerà in ufficio, da mamma, in palestra e i ritmi verranno completamente ripristinati, voglio approfittare di quest’ultima (si spera) fase di isolamento forzato per dare il buon esempio.

Nei mesi passati lontana da Coppetta gusto Collins e Mazzantini ho accumulato una quantità di materiale da fare invidia alla biblioteca di Hogwarts, ma è bene battere il ferro finché è caldo.

Vi ho già detto che da Natale sono stata quasi completamente monopolizzata da Lucinda e le sue protagoniste incasinate, ciò nonostante ho avuto un periodo di pausa dalla nostra relazione. Ho ripreso in mano un libro comprato l’anno scorso e, non so perché, liquidato in maniera, se vogliamo, molto antipatica, me ne dispiaccio. Quando ero entrata in libreria e avevo notato quel nome conosciuto tra le nuove proposte mi ero felicemente stupita ed ero andata spedita alla cassa. Era tornato Jonas Jonasson con il suo amico centenario, si proprio lui, quello che aveva conosciuto Franco e litigato furiosamente con Stalin.

Ho ritrovato il mio vecchio amico Allan Karlsson, più vecchio di un anno, più ubriaco di Truman e per la prima volta tecnologico, col suo inseparabile Ipad nero che sputa notizie da tutto il mondo. C’era anche Julius, ora ladro in pensione e coltivatore di asparagi, rigorosamente verdi, in Indonesia, pure lui più attempato rispetto al nostro incontro precedente ma non per questo meno prestante (anche col gentil sesso, si intende). Con loro ho conosciuto nientemeno che, udite udite, il Presidente Trump che, devo ammettere, non si è prodigato particolarmente per farmi sentire a mio agio alla Casa Bianca; Kim Jong-un, invece, si è prestato maggiormente al gioco, chiedendoci l’unico insignificante sforzo di chiamarlo Leader Supremo, che potrà mai essere. Angela mi ha lasciato il suo numero ma sono riuscita a contattarla solo dopo aver consegnato con i miei due amici e Sabine (rimando al cenno fatto qui sopra sulle abilità amatorie di Julius) una bara con un Harley Davidson dipinta sopra (a mano eh…nessuna tecnologia industriale).

No ragazzi, non sono impazzita, ho solo prestato il fianco a Jonas Jonasson e alla sua storia, come sempre, assurda ed illogica. D’altra parte questa quarantena ha messo a dura prova la lucidità di tutti noi, per cui chi siamo noi per giudicarlo? Il migliore augurio che posso farvi, visti proprio i tempi che stiamo vivendo, è che in ciascuno di noi si nasconda un piccolo Allan centenario, dalla vita piena ed imprevedibile.

E, se anche ci toccasse morire dentro la cesta di una mongolfiera alla deriva nell’Oceano Indiano col proprio migliore amico ed una ingente quantità di champagne, è pur sempre una prospettiva migliore rispetto a quella che ci vede vittime di un maledetto virus a forma di finta aureola, no?

Jonas

12 commenti Aggiungi il tuo

  1. Luca ha detto:

    Devo decidermi a leggere qualcosa di Jonasson, finora non è successo… buona serata, Eva! 🙂

    1. Eva Guidi ha detto:

      Ti consiglio il primo, Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve…sinceramente tra i 3 che ho letto di Jonasson è il migliore 😊

      1. Luca ha detto:

        Grazie, vedo di procuramelo! 🙂

  2. newwhitebear ha detto:

    nome sconosciuto ma sono milioni i nomi sconosciuti, dunque merita di essere letto? Vediamo se riesco aggiungerlo ai trecento in attesa di lettura.

  3. Giacomo Manini ha detto:

    Ho letto il primo libro e devo dire meraviglioso..grazie per averlo rievocato!

    1. Eva Guidi ha detto:

      Grazie a te! Si il primo merita decisamente😊

  4. Laura Filippi ha detto:

    Per le protagoniste incasinate di Lucinda intendi mica le sette sorelle????

    1. Eva Guidi ha detto:

      Proprio loro! 🙂

      1. Laura Filippi ha detto:

        Sto per finire la storia di celeano! Formato ebook però ☺️☺️

  5. Eva Guidi ha detto:

    Ecco, quella è stata forse quella che mi ha appassionato di meno, pur sempre bella ma, essendo un’incallita viaggiatrice, non ho potuto fare a meno che affezionarmi anche alle ambientazioni e, ahimè, l’Australia non mi ispira (so che scatenerò l’ira funesta di molti).
    Aspetta di leggere i due successivi, una meraviglia ❤

  6. tonycitylights ha detto:

    Ho letto anche io il centenario, e anche il successivo do Jonasson, non sapevo che fosse uscito questo seguito, metto il lista. Adoro. 👍😄

    1. Eva Guidi ha detto:

      I voli pindarici di questo autore sono sempre impagabili 😀

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