Mi è rimasto il gelato sullo stomaco

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Nella mia vita ho cambiato 6 case e ciononostante l’unica che continuo a reputare tale è la prima, quella in cui sono nata. Nel salotto c’era, sulla parete dietro il divano grande, una nicchia coperta da una tenda: lì dentro mamma conservava i suoi libri, tra i quali ricordo una grande collezione della casa editrice TEA. Ovviamente i miei sono ricordi di una bimba che probabilmente non sapeva nemmeno cosa fosse una casa editrice, tuttavia mi è rimasto impresso il logo, questa rosellina stilizzata che ho ritrovato col sorriso sugli ultimi libri che ho letto. Una delle tante associazioni di idee a cui vi ho abituati nei miei sproloqui ma non posso farci niente, la mia mente funziona così.

Attratta anche dal prezzo, ho acquistato questi due psicothriller, non particolarmente nelle mie corde ma dai quali sono rimasta piacevolmente sorpresa. Diciamo che, nonostante la trama tutt’altro che leggera, mi ero persuasa fossero due “letture da spiaggia”. Invece sto imparando sempre di più, soprattutto in un momento come questo in cui ho avuto il coraggio di spaziare davvero in ogni direzione letteraria, che tutti i libri trasmettono un messaggio su cui riflettere.

Il tema centrale sia in “Phobia” di Wulf Dorn sia in “La coppia perfetta” di B.A. Paris è la paura, non nella sfumatura splatter degli horror o violenta dei “Thrilling” (il modo simpatico con cui io e mamma apostrofiamo alcuni lungometraggi dalla dubbia credibilità). Gli autori ci fanno riflettere su quanto la paura sia parte integrante della nostra esistenza; non c’è nulla di più vero e lampante soprattutto nel periodo storico in cui stiamo vivendo: pandemie, attentati terroristici, razzismo dimostrano quanto la nostra sia una sicurezza del tutto illusoria.

Solo per questa volta, anziché dare libero spazio ai miei voli pindarici, vorrei riportarvi ciò che scrive Dorn nella sua postfazione, perché credo che non si possa esprimere il concetto in maniera più esaustiva: “Non intendo dire che la paura in generale sia un sentimento deprecabile. Come l’amore e la curiosità, infatti, è una delle emozioni basilari dell’esistenza…Ma la paura può assumere anche dimensioni patologiche. Se le lasciamo troppo spazio nelle nostre vite, prenderà il sopravvento…perciò sta a noi interrogarci sulle nostre paure e affrontarle. La paura, infatti ha una casa…si insidia nelle nostre teste, ed è soltanto lì che possiamo incontrarla.” e io aggiungerei AFFRONTARLA.

E’ un tema che mi sta particolarmente a cuore perché conosco da vicino questo sentimento, mi ha tenuto a braccetto per sette mesi quest’anno e ora mi porto addosso il suo subdolo lascito. Ma di una cosa sono sicura: non voglio darla vinta alla paura, né quando si manifesta con il suo ghigno alla luce del sole, né quando tenta l’attacco dalle retrovie e, proprio come le protagoniste di questi due romanzi, sono pronta a darle una bella lezione!

11 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alessandro Gianesini ha detto:

    Bisogna conoscerla, la paura, per poterla affrontare. Così come tutte le emozioni, d’altro canto! 🙂

    1. Eva Guidi ha detto:

      Assolutamente vero! Così come è un bene conoscerla per affrontare la vita con maggiore lucidità

  2. tonycitylights ha detto:

    Senza la paura, non saremmo andati da nessuna parte. Buona giornata Eva. 😊

    1. Eva Guidi ha detto:

      L’importante è che stia sempre un passo dietro di noi 🙂

      1. tonycitylights ha detto:

        La paura è dentro di noi, respira con noi. Non avere paura significa dominare, ma esiste.

  3. newwhitebear ha detto:

    solo 6 case? Io ne ho cambiate 8 😀
    Da Phobia se non ricordo male è stato fatto un film. Però forse ricordo male.
    Quindi il gelato è rimasto sullo stomaco per la paura ansiogena dei due libri

    1. Eva Guidi ha detto:

      Si…diciamo che sarebbe stata meglio una bella camomilla 🙂

      1. newwhitebear ha detto:

        dici per i thriller?

  4. Rebecca's Light Scrive ha detto:

    Mamma mia Eva, sta volta mi hai ammutolita 😶
    Cioè, un commento / salutino non posso non lasciartelo, perchè ormai è un appuntamento fisso per me quello di “leggerti” perchè riesco a seguirti facilmente, con estrema naturalezza e quasi familiarità nei tuoi voli pindarici anche se “i deliri” sono la mia specialità 🙂 quindi vai, vai, ti seguo…

    La Paura la conosco bene, in ogni sua sfaccettatura.
    Tu non farti prendere, corri più veloce; io mi ritrovo in trappola tra ansie e fobie però trovo il baricentro proprio nella lettura.
    Se avessi ancora un copione ogni giorno a cui aggrapparmi, sicuramente smetterei di tremare.
    Fingersi un personaggio, nascondersi dietro un testo che altri scrivono per te (o per altri, interscambiabili), mi hanno sempre alleggerito la vita.
    Bene, so cos’altro leggere quest’estate… ma NON sotto l’ombrellone… !!!
    Un bacio per una bella serata

    1. Eva Guidi ha detto:

      L’importante è, come giustamente dici tu, trovare il proprio baricentro e anche io lo trovo nei libri, meglio ancora se con uno dei miei pelosini sulla pancia 🙂
      Ho poi iniziato un bellissimo percorso di psicanalisi che sì brutalmente mi sbatte in faccia tutte le mie peggiori paure ma mi porge anche il fianco per attaccare e sconfiggere il nemico. Non avessi intrapreso questo percorso probabilmente non sarei stata in grado di affrontare così tutto quello che mi è capitato in questo periodo! In sintesi (perché con te mi succede di lasciarmi andare ai sopracitati voli pindarici) è necessario conoscere le proprie paure senza farsi però sommergere da esse!!
      Un bacio grande a te bellezza

      1. Rebecca's Light Scrive ha detto:

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