Nel libro parla solo di ghiaccio e neve

La scelta del nome del mio blog non è stata casuale: tralasciamo la passione per il gelato, che non rinnego ma forse, mi gettassi nella carriera di blogger oggi, utilizzerei in maniera differente, le due autrici menzionate non sono estratte a sorte o scelte per la musicalità del cognome; la verità è che le trovo geniali…due donne geniali.

Quando ho iniziato avevo 24 anni (lascio a voi i calcoli perché se penso a quanto fossi giovane mi viene da piangere) e leggevo qualsiasi cosa, da Moccia a Tolkien, non avevo in sintesi una qualche forma di filtro letterario. Mi ricordo ancora il momento in cui decisi di scaricare sul Kindle il primo romanzo degli Hunger Games e la sensazione di epifania provata man mano che leggevo. Si ragazzi, la Collins mi ha cambiato la vita, e quelli di voi che pensano che abbia scritto semplicemente un altro romanzo adolescenziale un po’ fantasy e un po’ splatter si sbagliano di grosso.

Suzanne Collins non ha fatto altro che sbatterci in faccia, in maniera meno edulcorata, la realtà all’interno della quale noi tutti viviamo, un mondo in cui alcune vite sono sacrificabili ed altre no, in cui ogni giorno facciamo zapping tra i immagini che gareggiano per violenza con totale distacco e automatismo, in cui la verità viene dall’alto e se non ti sta bene muori.

Riflettiamoci un attimo: negli Hunger Games una manciata di ragazzi lotta per la sopravvivenza sotto gli occhi di una Capitol City potente e divertita, la cui esistenza è garantita da un sistema che ne difende la arrogata superiorità con la violenza. Devo aggiungere qualcosa?

Ma pensiamo anche solo a quello che sta succedendo ora. Poniamoci la domanda “perché la gente dei distretti può morire senza che nessuno faccia beh?” e quindi io vi chiedo “perché migliaia di persone sono morte di Covid perché nessuno si è preoccupato di fare loro il tampone mentre calciatori e politici sono stati i primi della lista?” O ancora perché definiamo loro che guardano gli Hunger Games sadici malati e su Facebook gira il video di Derek Chauvin che soffoca George Floyd e che differenza trovate tra la rivoluzione dei distretti descritta dalla Collins e le immagini delle manifestazioni contro il razzismo di questi giorni?

Probabilmente fossi un insegnante farei leggere Hunger Games ai miei ragazzi perché è la perfetta metafora dei nostri tempi e della natura umana, con la differenza che noi ci nascondiamo dietro costumi più subdoli e ben congegnati.

Quindi se siete alla ricerca della storia di una piccola Katniss Everdeen che muove i primi passi con un arco della Chicco in mano non leggete il prequel uscito a maggio “Ballata dell’usignolo e del serpente” perché parla di quel grandissimo bastardo di Snow, e si sono arrabbiata, indignata e sconvolta perché non posso e non voglio vivere a Capitol City ed essere una di loro.

Capite ora dove sta la genialità?

20 commenti Aggiungi il tuo

  1. Evaporata ha detto:

    Già, siamo proprio tutti uguali davanti a Dio…

    1. Eva Guidi ha detto:

      La cosa tragica è che siamo ormai ciechi ed assuefatti di fronte ad un mondo malato

      1. Evaporata ha detto:

        E non c’è rimedio.

  2. Eva Guidi ha detto:

    No, hai ragione…non ho mai avuto l’illusione che il mondo possa diventare un posto migliore…l’unica cosa che posso fare è dare a me stessa la soddisfazione di essere IO una persona migliore per quel poco che posso fare

  3. dia43 ha detto:

    Bell’articolo davvero. Non ho letto i libri ma ho visto tutti i film della saga di Hunger Games. Davvero bella🤗

    1. Eva Guidi ha detto:

      Se ti capita leggi i libri 🙂

      1. dia43 ha detto:

        D’accordo😊

  4. Alessandro Gianesini ha detto:

    Cosa intendi per “avere filtri letterari”? Capisco che forse Moccia non è proprio un candidato al Nobel, ma Tolkien credo sia uno di quelli che forse l’avrebbero meritato…

    Per il resto, forse, anch’io sono privo di filtri, ma mi piace leggere (oltre che scrivere) e questo è già qualcosa! 🙂

    1. Eva Guidi ha detto:

      Beh Tolkien era menzionato insieme a Moccia proprio per sottolineare la mancanza di filtro letterario…Taccio il mio pensiero sull’ultimo ma Tolkien è LO SCRITTORE…diciamo che la sproporzione è immensa 😀
      Io anche leggo tutto ma amo particolarmente le letture che sono in grado di insegnarmi qualcosa

      1. Alessandro Gianesini ha detto:

        Il problema delle letture è che se ti hanno insegnato qualcosa lo sai solo dopo averle portate a termine.
        Per fortuna i libri non fanno a tutti lo stesso effetto e dove io posso trovarne uno pesante e insulso, tu potresti considerarlo davvero stimolante e pieno di spunti di riflessione (e viceversa).

        Della Collins e della Mazzantini non ho mai letto nulla, però da come ne parli ne può valer la pena. E un giorno leggerò di certo qualcosa. 🙂

        Io ultimamente sto leggendo molti libri di esordienti e/o di altri blogger: a volte anche in storie meno appariscenti o blasonate si trovano cose interessanti che ci possono far crescere.

        Ah, un piccolo appunto sull’articolo: cos’è quella scemenza sul piangere per via dell’età? Mi stai dando del vetusto, con quell’affermazione… e io non sono ancora pronto ad accettarlo! 🤣

      2. Eva Guidi ha detto:

        Sono assolutamente d’accordo con te! Infatti è tutto rapportato sulla mia persona…alle volte mi capita di consigliare libri che a me non hanno fatto impazzire ma che invece ai miei occhi sono fatti a pennello per altri!
        Mi è capitato di leggere libri di altri blogger e trovarli stupendi!
        Per quanto riguarda l’età ho patito non poco l’ingresso negli “enta” e quindi tutto di conseguenza 🙂

      3. Alessandro Gianesini ha detto:

        Direi che siamo sulla stessa lunghezza d’onda, allora 🙂

        Per l’età, ognuna ha i suoi pro e i suoi contro, ma non credo ti stia dicendo una cosa che probabilmente sai già molto bene 😉

      4. Eva Guidi ha detto:

        Diciamo che purtroppo il mio ingresso nei trenta ha portato non pochi problemi da cui spero di uscire presto…tenterò di dare a questa decina la sua possibilità di riscatto 😉

  5. illettorecurioso ha detto:

    Proprio una bella riflessione, molto reale!
    Per quanto riguarda la Collins ho letto solo il nuovo romanzo. La saga principale ancora mi manca!

    1. Eva Guidi ha detto:

      Te la consiglio…anche perché adesso hai le basi e gli strumenti necessari per vedere tutto in modo più lucido 🙂

  6. Rebecca's Light Scrive ha detto:

    Cara, carissima Eva, non aggiungo nulla al tuo post che, iniziato in sordina, è riuscito a creare squarci nelle coscienze …
    Dico solo una stupida ma sincera cosa: non ti davo nemmeno 24 anni…!!!!
    🤗

    1. Eva Guidi ha detto:

      Come sempre ti ringrazio 🙂
      Per quanto riguarda gli anni, fa sempre piacere sentirsi dire una cosa del genere, ancora di più se il complimento viene da una donna!

  7. newwhitebear ha detto:

    Ho letto quelli iniziali ma li ho trovati deludenti, eppure i fantsy mi piacciono. E’ vero che la vita è una giungla dove è difficile sopravvivere ma è altrettanto vero che il messaggio è sbagliato.

  8. Eva Guidi ha detto:

    Credo che il messaggio sia sbagliato laddove non faccia nascere indignazione…in questo caso, non ho ancora conosciuto persone fan di Capitol City 🤣

  9. Cate L. Vagni ha detto:

    È in lettura e lo sto per finire. Il mio personaggio preferito è Seianus. È uno dei pochi che cerca di ribellarsi a questa bestialità degli Hunger Games. Un libro con molti spunti di riflessione e forse molto più cruento della saga originale. Anch’io scriverò una recensione quando avrò finito la lettura.

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