In francese crème glacée

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Non parlo francese dalle medie per cui, per quanto io sia comunque una ragazzina che tra un mese esatto non compirà assolutamente un quarto di secolo, di annetti ne sono trascorsi e la mia memoria vacilla, insomma fa acqua da tutte le parti. Ciò nonostante, per scrivere questo post, mi sono cimentata in una traduzione all’ultimo respiro di cui però non assicuro la validità (di mio capisco già Roma per toma, figuriamoci col francese): sta a voi fidarvi di me e delle mie capacità “poliglotte”.

Nell’ultima settimana la mia attenzione si è concentrata su “Le Prix de l’Optimisme” (=Premio dell’Ottimismo e qui vi sfido a non pensare a Gianni e al profumo della vita, ma passiamo oltre 🙂 ); il tutto fa riferimento alla Lega degli ottimisti francesi, un’associazione che comprende individui di tutte le culture, estrazioni sociali e orizzonti professionali per cui l’ottimismo è un’attitudine spirituale che porta ad affrontare difficoltà ed incertezze in maniera positiva ed attiva. Non mi interessa prolungare il discorso più di tanto ma reputavo importante rendere partecipi i miei lettori di questa scoperta (non so se sia ignorante io o meno), partendo anche dal presupposto che l’ultimo libro da me fagocitato è stato il vincitore 2013 di questo premio: “L’atelier dei miracoli” di Valerie Tong Cuong.

Per quanto le pagine siano occupate da personaggi “disastrati”, il romanzo presenta una positività di fondo che non deve essere trascurata; si parla di riscatto personale, la possibilità in mano a ciascun individuo di fuoriuscire dalla merda (concedetemi questa licenza poetica) in cui è sprofondato. Fondamentalmente il messaggio intrinseco sta nell’idea che non esiste incendio, ragazzino malefico, matrimonio naufragato, povertà fisica ed intellettuale che possa fermare una nostra riscossa; “se voglio posso” ovviamente con i debiti aiutini perché, non prendiamoci in giro, sono pochi quelli che credono ancora nelle favole. Soccorsi con secondi fini o meno, poco importa, ciò che risulta rilevante è la presa di coscienza del soggetto in difficoltà e la forza di rialzarsi, per quanto la sfiga possa essersi accanita contro di noi.

Ho ritrovato tra le righe della Cuong una frase che mia madre mi ripete da che ho memoria, essendo sempre stata una enorme rompipalle pessimista e negativa, e credo sia un mantra che molte persone, dedite all'”autocrogiolamento recidivo”, dovrebbero fare proprio : “Bisogna tener duro, è questo il segreto, andare avanti malgrado gli schiaffi e i voltafaccia: arriva sempre un momento in cui la ruota si mette a girare nel senso giusto”.

Sta a noi la pazienza di attendere il nostro momento 🙂

 

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12 pensieri su “In francese crème glacée

  1. Mi piace molto questa canzone, allegra e spensierata ed è bello che ti abbia portato a cercarla 🙂 Leggilo, è una lettura che regala un po’ di speranza in questo mondo dove ormai va di moda parlare solo di negatività…ogni tanto ci vuole 😉 Fammi sapere!
    Buona notte

  2. Che verrà non c’è ombra di dubbio su questo.Ed un sorriso è senz’altro un aiuto in più per guardare le cose da un’altra prospettiva. Buona giornata ( e mi fido del tuo francese). Isabella

  3. Buongiorno, mi piace la tua recensione, mi hai incuriosito tanto… Penso che con l’arrivo del caldo lo acquisterò; per ora sto ancora facendo letture saggistiche… Buona giornata! 😉

    • Ciao Luca, sono contenta di averti incuriosito…sicuramente è una lettura da “sole e mare”, piacevole e molto scorrevole 🙂 Si addice alla bella stagione dove tutto sembra un po’ più bello 🙂

  4. Bellissimo, segno il titolo … perchè mi hai fatto venire voglia di leggerlo e poi, l’ottimismo è davvero il primo passo per superare le difficoltà. Chi si piange addosso sprofonda. Chi sorride vive. Un sorriso e buona giornata. Gg

    • Benarrivata sul mio blog, mi scuso per il ritardo nella risposta ma questi giorni pasquali sono stati un vero inferno per me…tra crisi di emicrania, gite fuoriporta sotto il diluvio e code chilometriche al centro di collocamento torinese, il mio blog ne ha risentito un po’! Ma ora torno seriamente!
      Sono contenta di essere riuscita a stuzzicare la tua curiosità, è un romanzo leggero, non uno di quelli che consiglierei a tutti i costi, ma apre qualche spiraglio di buonumore che non guasta mai 🙂

  5. Penso proprio di aver bisogno di un libro “con il sorriso”
    Ne abbiamo bisogno un po’ tutti 😉 giusto per rimanere ancorati alla speranza del meglio che deve arrivare (perché DEVE farlo) 😛

    Come sempre bellissima recensione ❤ un bacione

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