Quanto ci starebbe cioccolato e pistacchio?

Caro 2015,

sono già trascorsi 17 giorni dal tuo inizio e l’impegno per affrontarli non è di certo mancato. Ogni anno mi ritrovo a fare un punto della situazione, perché, diciamolo, affrontare un accurato esame di coscienza più volte nell’arco dei tuoi 365 giorni è eccessivamente autodistruttivo e comporterebbe un’operazione di critica, smantellamento e ricostruzione che si può sopportare solo agli albori del nuovo anno.

Maggiormente ora che è un capitolo archiviato, non amo molto parlare del 2014, periodo di crescita, maturazione e bla bla bla, ma mi piace pensare che tu sarai un compagno di giochi migliore. Quali sono i miei buoni propositi? Diciamo che ce n’è uno che mi sta particolarmente a cuore e per cui spero vivamente di trovare la forza necessaria ad attuarlo e tutelarlo: voglio pensare a me stessa. Si hai capito bene, voglio diventare egoista, una stronza egoista concentrata sulla propria persona e basta. Perché, in tutta franchezza, si vive meglio, eccome se si vive meglio, per il semplice fatto che l’unica persona da cui ci aspettiamo qualcosa siamo noi stessi. Non ci riveliamo all’altezza delle nostre aspettative,bene arriva la delusione, una delusione che però non sarà mai sofferenza lancinante, dubbio e vuoto ma semmai rabbia, ferocissima rabbia, da cui ricavare ancora più forza per andare avanti. Non mi scorderò mai un capodanno di qualche anno fa…c’era in ballo un giochino stupido per cui bisognava evidenziare pregi e difetti di ciascun partecipante…una delle mie migliori amiche di sempre, una persona a cui voglio un gran bene e che mi ha accompagnato per tutta la vita, mi ha guardato e col dispiacere negli occhi mi ha detto “Eva…il tuo più grande difetto è che sei troppo buona!” . Non voglio più esserlo…basta pensare agli altri perché gli altri non penseranno mai a te…è una regola matematica, il numero di buone azioni e la quantità di affetto che tu indirizzi a qualcuno che ritieni meritevole sono inversamente proporzionali a ciò che riceverai. Tanti, troppi calci nel culo, tante, troppe lacrime sprecate, merito di meglio già solo per il fatto di aver sofferto tanto…nessuno si merita di star male.

Per cui zaino in spalla, un paio di forbici, un pettine, un manuale di diritto e via che si parte…com’è che si dice in questi casi?

2015 NUN TE TEMO!

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7 pensieri su “Quanto ci starebbe cioccolato e pistacchio?

  1. Ad essere troppo buoni poi si rimediano fregature, il più delle volte… ti capisco perfettamente! Bellissima foto! 😉 Buona serata Eva! 🙂

  2. No, non potrai mai essere cattiva, perchè non lo sei mai stata e perchè la tua ragione di vita è un’altra. Le sofferenze purtroppo ci sono, di persone sbagliate è pieno il mondo, ma tu devi solo maturare verso questa condizione, crescere nel tuo ideale. Non devi rimanere te stessa, cambiare si ma dimostrando che sai reagire, sei stata male ma saprai andare oltre, e il tuo alleato non è il 2015, ma la tenacia che ti devi portare sempre dietro da ora in poi. ^_^ p.s. scusa se ti scrivo cosi, ma per me sei la Eva che ho imparato a conoscere qui sul blog qualche mese fa e che mi ha consigliato anche qualche libro, e poi abbiamo fatto il paragone con Eva Kant se non ricordo male. Quindi magnifica bionda è te che devono temere chi si mette sulla tua strada. Un abbraccio.
    Toni

    • Diciamo che i buoni propositi sono poi in fin dei conti una “farsa” a cui vogliamo credere i primi 20 giorni dell’anno…il più delle volte li abbandoniamo sul ciglio della strada con la stessa facilità con cui li abbiamo formulati…E’ semplicemente bello riuscire a credere, anche solo per poco tempo, di poter soffrire di meno imponendosi una cattiveria che, hai ragione, non ci appartiene per il semplice fatto che la riteniamo necessaria…chi è cattivo, nella maggior parte dei casi, non sa di esserlo. La forza non mi manca, Eva Kant è in me, semplicemente qualche fazzoletto in meno e un po’ più di sicurezza in me stessa non mi dispiacerebbero…Devo solo imparare la mia importanza!
      Grazie Toni

  3. Non sapevo che essere troppo buoni fosse un difetto, esatatmente come esprimere con sincerità le proprie opinioni. E’ vero che il mondo va alla rovescia e poi ci lamentiamo se ci sentiamo soli.

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